Reati familiari – tutte le fattispecie

Reati familiari: le fattispecie penali

AES Domicilio è la cooperativa attenta ai bisogni della famiglia e che vi aiuta a trovare i migliori servizi educativi a Pavia. Come qualsiasi aggregato umano, anche la famiglia può diventare un teatro dove certe tensioni, di cui ogni singolo individuo è portatore, possono trovare sfogo, dando luogo talvolta ad atti di natura delittuosa. Ecco dunque che la violenza in famiglia può trasformarsi da un fenomeno puramente sociologico, inteso quale risvolto della normale conflittualità di coppia, in un fenomeno penalmente rilevante.

Molte sono le fattispecie penali che possono essere integrate dalla condotta violenta di uno dei membri della famiglia. I reati possono essere contro:

  • l’onore (ingiuria e diffamazione),
  • la libertà morale (violenza privata e minaccia),
  • la libertà fisica (sequestro di persona),
  • la vita e l’incolumità (omicidio doloso, preterintenzionale e colposo, percosse e lesioni personali),
  • la libertà sessuale (violenza sessuale),
  • la famiglia (maltrattamenti, abuso di mezzi di correzione, violazione degli obblighi di assistenza familiare),
  • la morale famigliare (incesto),
  • ed i reati di omissione (abbandono di minori o di incapaci, omissione di soccorso).

Esistono dunque fattispecie di reato che possono essere integrate in qualunque tessuto sociale, familiare o meno, ed altre che possono realizzarsi soltanto in quello familiare, ossia soltanto tra soggetti che abbiano tra di loro una relazione di parentela, di coniugio o di convivenza. A tal fine può essere utile chiarire la nozione di famiglia espressa nel codice penale, rispetto a quella che emerge dal codice civile. Il codice penale, elaborato degli anni ’30, non poteva che riferirsi alla famiglia formale fondata sul matrimonio. Gli articoli del codice penale, riferendosi alla “famiglia”, al “minore”, al “genitore” ed al “tutore”, fanno senz’altro proprie le nozioni del codice civile.

Reati familiari: i soggetti coinvolti

I coniugi

Nessun dubbio si solleva in merito al fatto che il codice penale preveda reati specifici commessi dai coniugi e riconosca una particolare tutela al coniuge che ne sia vittima. Pertanto i coniugi possono sempre essere soggetti attivi e passivi di reati propri o di reati comuni (quali, ad esempio, l’omicidio, le lesioni o le percosse). È anche prevista l’applicazione di pene accessorie o di aggravanti, legate alla specifica posizione di coniuge. Il concetto base di famiglia per il codice penale è quello che scaturisce dal matrimonio avente effetti civili. Posizione giuridica soggettiva peculiare è pertanto quella dei coniugi e dei genitori.

I conviventi

I conviventi possono essere soggetti attivi di molti reati previsti nel codice penale, salvo quelli per i quali è richiesta la particolare qualifica di coniuge. Infatti, le norme penali disposte per i componenti della famiglia legittima non possono applicarsi alla convivenza, nei casi in cui le stesse abbiano direttamente ad oggetto il rapporto di coniugio, in quanto è proprio questo elemento giuridico a mancare.

Violenza in famiglia: l’importanza di denunciare

Denunciare è l’unica arma che non dobbiamo temere di usare: ormai tantissime sono le associazioni e le organizzazioni che si occupano delle persone fragili, che temono il confronto, che non sanno affrontare situazioni estreme. Farsi aiutare è l’unico modo per non cadere in trappola, per reagire e indurre chi ci circonda a fare lo stesso.